//“Diventare medico? Un sogno, ma ora non ci penso”. Test Medicina 2017: Caterina, la più brava d’Italia

“Diventare medico? Un sogno, ma ora non ci penso”. Test Medicina 2017: Caterina, la più brava d’Italia

“Dopo aver scoperto di essere la prima in tutta Italia non sapevo cosa dire, quando mai, è stato piuttosto imbarazzante. Non voglio un lavoro d’ufficio, ma qualcosa che mi permetta di aiutare gli altri. Senza i corsi TB non sarei mai arrivata prima, ma a me, sinceramente, importa solo di essere passata”.

88,5 punti su 90, prima in Italia. Caterina è una ragazza semplice e con i piedi per terra di Imbersago, comune immerso nel verde delle prealpi lombarde tra Lecco, Brianza e Bergamo, sulle rive dell’Adda.
Forse proprio la sua semplicità l’ha resa capace di unire il sogno di diventare medico alla concretezza richiesta da una spietata selezione d’ingresso.

Ci ha concesso un’intervista per raccontare la sua storia di indiscutibile successo al test d’ammissione a medicina 2017.
Storia nella quale, e non nascondiamo di esserne molto fieri, centriamo un po’ anche noi TestBusters.

Fra tutte le facoltà in cui potevi sbattere la testa da dove è uscita l’idea di fare medicina?

“E’ la facoltà che ho sempre voluto fare fin da quando ero piccola. Il desiderio (o la “vokazione” come dicono in tono canzonatorio in rete) di diventare medico nasce dal fatto di volere fare un lavoro che non sia fine a se stesso. Sinceramente non so come spiegartelo, non soltanto per avere un buono stipendio. Ho sempre voluto fare qualcosa che mi potesse permettere di aiutare gli altri, che avesse un senso. Qualcosa che mi dia di più rispetto a entrare in ufficio la mattina, fare le mie cose e andare a casa la sera. Per me diventare medico sarebbe il coronamento di un sogno che aspetto da quando avevo cinque anni. Ora però sinceramente non ci penso, manca troppo tempo”.

Fare medicina vuol dire affrontare il test di ammissione: ti ha mai spinto a rinunciare?

“Qualche volta ci ho pensato. Ho avuto dei momenti di sbandamento. In particolare all’inizio del quinto anno di liceo. Mi son detta: ma chi me lo fa fare di passare l’estate dopo la maturità a studiare per un corso che mi terrà anni e anni sui libri? Poi ho capito che non avrei potuto fare altro, era l’unica cosa che volevo davvero. Ho guardato anche altrove, una facoltà umanistica. Era un momento di panico totale”.

Passiamo alle formalità: come ci si sente ad essere i primi in tutta la Penisola? Ti facciamo i nostri più vivi complimenti. Chapeau.

“Quando mai. A volte addirittura tramite mia madre mi arrivano complimenti anche da gente che non conosco. A me interessava raggiungere un punteggio che mi permettesse di entrare a Milano. Finito il test, quando poi ho controllato le risposte, ho capito che sicuramente ce l’avrei fatta. In quel momento è stato l’apice della felicità. Ma dopo, quando poi ho scoperto di essere la prima non sapevo cosa dire. Se sono più felice di essere la prima in Italia o di avere fatto un punteggio sufficiente per la mia prima scelta? Fidati, senza dubbio la seconda”.

Effettivamente il nostro è solo l’ultimo di una serie di articoli su di te, si può dire che hai assaggiato un po’ di notorietà. Siamo curiosi, se ti senti di aprirti: che effetto ha avuto?

“Anche troppa notorietà per i miei gusti, non mi piace stare al centro dell’attenzione, soprattutto se si tratta di essere sui giornali! Da un lato è gratificante, ma dall’altro, per come sono fatta, terribilmente imbarazzante! Mia nonna era tutta emozionata e mi diceva che avrei dovuto semplicemente apprezzare le attenzioni senza lamentarmi, ma per me è stato estremamente faticoso e mi sono dovuta sforzare”.

Quando hai iniziato a studiare per il test?

“Tutti, quando me lo chiedono, pensano abbia iniziato molto tempo prima. Magari ancora prima di fare la maturità. Almeno, questa è l’idea che mi sono fatta. In realtà la fase studio è durata soltanto un mese. Sono tornata dalle vacanze i primi giorni di agosto e ho preso in mano i libri. Penso che la vera differenza l’abbia fatta la preparazione del liceo”.

Come ti sei organizzata? Hai fatto un planning giornaliero?

“Si, dividevo capitoli e argomenti per giorni, poi però non sono mai riuscita a rispettare il programma. L’intenzione c’era, ma è difficile capire a priori a quali cose dovrai dedicare maggiore attenzione e di conseguenza non è facile riuscire a redarre un vero e proprio programma giornaliero di studio”.

E le materie, da dove hai iniziato il giorno della prova?

“Alle simulazioni iniziavo sempre con logica. Poi, durante i giorni del corso di rifinitura di Testbusters ci hanno consigliato di sperimentare nuovi approcci. Sono ripartita da ciò che sapevo meglio e che mi avrebbe tolto meno tempo: senza dubbio matematica e fisica. Dopodiché sono passata a biologia, a mio parere la più ostica, chimica e per ultima logica”.

Quanto ti è servito frequentare i nostri corsi? (Metti pure via l’assegno)

“Intanto ti dico che li ho frequentati tutti: teoria, pratica e rifinitura. Mi sono serviti molto. Il corso di teoria è molto utile per avere un’idea complessiva e globale di ciò che devi studiare e su cosa concentrare le energie, oltre a darti un’infarinatura molto vasta sui contenuti. In una settimana non puoi affrontare tutto il programma di cinque anni di liceo, ma se non altro hai la possibilità di capire cosa ti manca e a cosa rivolgere l’attenzione. A pratica invece ci avete ammazzato di esercizi, siamo stati preparati al peggio. Ne abbiamo fatti di ogni tipo, tutti quelli possibili immaginabili. Al test niente mi avrebbe potuto fermare. Senza frequentare i corsi non penso sarei riuscita a fare un punteggio così alto. TestBusters, oltre che nella mera preparazione alla prova, ti aiuta dandoti consigli sulle piccole cose. Può sembrare inutile o banale, ma sono dettagli fondamentali. Come ad esempio riuscire a gestire l’ansia, o in che modo compilare il foglio risposte. Sono cose alle quali difficilmente penseresti da solo ma ti aiutano molto. Si vede che derivano da anni di esperienza “sul campo”.

Per studiare: schemi o riassunti?

“Tanti schemi. Lo schema è visivo e più ad impatto. E’ sicuramente meglio rispetto a pagine e pagine di riassunti”.

Mettiamo che siamo ad agosto 2018, tra meno di un mese ci sarà il nuovo test. Cosa consiglieresti a chi si appresta a farlo?

“Sicuramente studiare, passarlo senza è impossibile. Lo studio teorico da solo, però, non basta, devi fare un sacco di esercizi. Il test non è fatto di domande aperte, devi avere un’idea pratica di tante cose ma non tutte.
Non è indispensabile imparare mille sfaccettature di un argomento, solo quelle che servono. In questo siete stati molto preziosi.
A chi pensa di iscriversi a medicina consiglierei di fare il corso di TB, davvero. Mi rivolgo a tutti: giuro che non mi stanno pagando, mi hanno solo offerto due dolcetti alla marmellata”.

Altri consigli?

“Durante la prova vale la pena ricontrollare le proprie risposte… Ma senza esagerare. Si rischia di farsi venire dubbi esistenziali su risposte che in realtà sono corrette. Ah, aspetta, è importante anche non sbagliare a consegnare foglio risposte e quello anagrafico. A qualcuno succede…

Domanda filosofica: trovi giusto il numero chiuso?
“Allora, è brutto da dire, ma ovviamente in 50-60 mila non ci si sta. E’ prettamente una questione fisica. C’è gente che ha la mia stessa passione e non è riuscita a entrare. Non è di certo piacevole. Ma se fisicamente negli atenei non ci sono posti sufficienti o le giuste strumentazioni, togliere il numero chiuso non avrebbe senso. Piuttosto sarebbe meglio aumentare i posti disponibili e le possibilità economiche degli atenei”.

In ultimo, senza che questo si trasformi in un colloquio di lavoro, vorresti far parte di TB in futuro?

“Mi piacerebbe tantissimo fare parte di TB, perché é molto di più di un lavoro, siete proprio una famiglia! Siete tutti molto affiatati e si vede che vi divertite ad insegnare e questo rende un po’ meno pesante tutta la faccenda del test! Inoltre vorrei essere capace di dare ai poveri sventurati che decideranno di prendere la via di medicina quello che voi avete dato a me”.

Troppo buona, dopo questa nessuno crederà alla storia dei due dolcetti alla marmellata.

Grazie per esserti concessa ed esserti aperta con noi. Speriamo che qualcuno dei tuoi consigli possa tornare utile ai futuri aspiranti medici.

In bocca al lupo per la tua carriera accademica, ad maiora!

Scritto da |2017-12-01T17:19:20+01:001 novembre, 2017|Consigli per lo Studio|0 Commenti

Autore:

Jacopo Mattei
Sono entrato a far parte della famiglia di Testbusters nel 2017. Mi occupo del blog Testnews e delle notizie riguardanti il test del nostro sito.