Adora lo sport, le sfide e porsi degli obiettivi. Ha una laurea in scienze motorie, si è iscritto a medicina perché la vita, a volte, ti pone di fronte a punti di domanda ai quali, in un modo o nell’altro, vuoi trovare una risposta. Ah, oltre a frequentare l’università lavora come preparatore atletico. Anche se, come ama ricordare: “Il lavoro è il momento in cui mi riposo”. Ma la caratteristica più importante è questa: è tremendamente curioso.

Lui è Arian Allaei, 26enne romano che quest’anno si è classificato primo nella graduatoria della sede La Sapienza – S. Andrea di Roma. Mentre si accingeva a terminare la laurea in scienze motorie, fra esami da dare e preparazione della tesi, ha deciso di volersi iscrivere a medicina…

Con lui abbiamo fatto due chiacchiere per capire come ha vissuto la preparazione al test di ammissione e cosa lo ha spinto a fare una scelta simile.
E poi gli abbiamo chiesto se, come e quanto i nostri corsi e manuali gli siano serviti lungo il suo cammino l’estate scorsa.

Iniziamo dal principio: perché ti sei iscritto a scienze motorie?
“Ero preso dall’entusiasmo per lo sport. Lo praticavo e mi piaceva molto. Volevo iniziare a capire come funziona il corpo durante una determinata attività fisica. Ho deciso di iscrivermi perché mi piaceva e mi piace tutt’ora il contesto e l’aria che si respira nell’ambiente sportivo. Mi sono laureato a luglio con il massimo dei voti”.

Poi un giorno hai preso una botta in testa, di quelle forti, e hai deciso che una sola laurea non era abbastanza. Ed eccoti al test di ammissione a medicina.
“Nonostante la passione che avevo per un campo specifico, la fisiologia, la decisione non è stata facile. Avevo deciso già mesi prima di laurearmi di provare questo percorso per la curiosità che mi spinge a fare le cose. Volevo continuare a conoscere”.

Cosa significa per te avere la possibilità, un giorno, di diventare un medico?
“Mi piacerebbe poter contribuire ad un campo specifico della medicina che è ematologia”. Perché proprio ematologia?
“Come ti dicevo, sono un grande amante dello sport e tra le mie grandi passioni c’è il triathlon. Ho fatto molte gare, alcune a livello regionale. Intorno ai 24 anni ho scoperto di avere delle carenze a livello ematico. Carenze per quanto riguarda il trasporto di ossigeno nel sangue. Da lì è nata la voglia di conoscere a approfondire questo campo. Non avevo gli strumenti necessari per farlo e ho deciso di iscrivermi a medicina. Al di là di come andrà a finire, la curiosità era troppo forte”.

Il giorno del test?
“Ho cercato di fare tutto quello che ci avete insegnato ai corsi Testbusters. Diciamo che ero già preparato a vivere quella situazione ma tutto sommato ero anche un po’ agitato. Poi, una volta iniziato, ho capito che sarebbe andato bene”.

Hai fatto il punteggio più alto di tutto il tuo Ateneo? Te lo aspettavi?
“Mah, le sensazioni erano positive subito dopo averlo consegnato. Quando ho visto le correzioni ho capito che potevo avere fatto un punteggio alto”.

Quando hai iniziato a studiare?
“Ho studiato un sacco di tempo perché oltre a prepararmi per il test di ammissione dovevo studiare per dare gli ultimi esami a scienze motorie e scrivere la tesi. Per il test ho iniziato ad aprile. In alcune materie ero già abbastanza preparato mentre per altre, come chimica, ho dovuto riprendere in mano i libri del liceo. E’ stata dura perché nello stesso tempo facevo gli esami e preparavo la tesi. Studiavo fino a mezzanotte inoltrata, la mattina mi alzavo e andavo in università. Credo che lo sport mi abbia aiutato in questo. Mi ha aiutato a credere in quello che vuoi e a non mollare. Un po’ il motto che ho ritrovato Testbusters”.

Esami, tesi, laurea e preparazione al test di medicina. Tu sei matto! Non hai mai detto ma chi me lo fa fare?
“In realtà volevo laurearmi e andare in vacanza. No, scherzo. I momenti di sconforto ci sono stati, i dubbi anche. Quando hai tanti impegni c’è sempre il punto in cui dici forse non ce la faccio. Devo dire grazie a una persona in particolare, la mia ragazza che ha sempre creduto in me e mi ha sempre supportato. A 26 anni fai delle scelte più consapevoli rispetto che dopo il liceo. Quando mi sono convinto che era la “direzione” giusta, ho tirato diritto”.

Hai fatto un planning? Come ti sei organizzato?
“La chiave di tutto è stata l’organizzazione, senza di quella non sarei riuscito a preparare laurea e test insieme. Da subito ho preso in mano il programma ministeriale, ho iniziato a dare uno sguardo, uno ad uno, agli argomenti. Ho fatto un plannng settimanale. Anzi, prima mi sono dato degli obiettivi mese per mese e poi inserivo il programma per le singole settimane”.

Da quale materia hai iniziato?
“Da quella in cui ero più carente, chimica. Avevo delle lacune e parte degli argomenti non li avevo affrontati al liceo. Sono tornato al vecchio buon libro delle superiori e intanto sfruttavo qualsiasi esame universitario, con argomenti attinenti al test, per tenermi aggiornato”.

Sei già stato gentile a rinoscerci alcune cose delle quali ti ringraziamo, abbiamo un’altra domanda. Quanto ti sono serviti effettivamente i corsi di TestBusters?
Sii sincero, non vogliamo sbrodolarci addosso, teniamo al fatto che tu sia al 100% autentico.
(Mentre parli indica con le dita gli zeri che ti andrebbero bene dopo questa prima cifra)

“Ho frequentato il corso completo, quello che iniziava a fine luglio. Mi sono serviti tanto, senza non penso che sarei riuscito a fare un risultato simile. Il corso TB mi ha riorganizzato i concetti e mi ha permesso di focalizzare l’attenzione su quegli aspetti chiave che poi ti ritrovi il giorno della prova. Non è facile capire su cosa concentrare le forze, in particolare per i programmi di biologia che sono molto vasti. Al test ho ritrovato domande specifiche su cui magari i ragazzi a lezione si erano soffermati molto. Il corso mi è stato molto d’aiuto, posso dire che ha fatto la differenza. Soprattutto durante le ultime giornate, quelle dedicate alla parte pratica”.

Qual’è secondo te il punto di forza di TB?
“Il fatto che i ragazzi insegnano ad altri ragazzi fa instaurare un rapporto più diretto. A volte a lezione magari, nonostante tu abbia un dubbio, preferisci non chiedere. Con TB no, erano loro a incitare a fare domande, a farci domande e per i chiarimenti restavano con noi anche durante le pause”.

Che consigli ti senti di dare a chi affronterà il test l’anno prossimo?
“Consiglio di prendere in mano il programma ministeriale e scorrere tutti gli argomenti.
Poi, in base alla preparazione iniziale, decidere a cosa dedicare più o meno tempo. La competizione è alta, ma con lo studio il test si passa. Un altro consiglio che mi sento di dare è fare il corso di TB. Perché fondamentalmente per quanto puoi essere preparato, o per quanto puoi avere studiato, scivolare al test è facile. Capita anche a ragazzi che escono dal liceo con voti molto alti. Un’altra chiave al test sono senza dubbio gli esercizi. Ne ho fatti tanti, perché poi alla fine, come dite voi, è l’allenamento pratico che può fare la differenza. Ah, aspetta, ce n’è un altro. Non andateci con orologi digitali! Quel giorno ne indossavo uno e un professore, credendo volessi copiare, mi ha fatto sedere nella prima fila dell’aula. Meglio lasciare a casa Apple Watch o cose simili…”.

Lavorare con Tb in futuro?
“Si, sicuramente. l’idea di far parte di un gruppo, e sottolineo gruppo, mi piacerebbe molto. E’ un contatto che rimane anche dopo il test. Molti dei ragazzi li vedo e li sento ancora. Non è un rapporto che rimane soltanto durante lo studio”.

Bene, cercheremo di incontrarci di nuovo in corsia con i camici addosso allora.

Buona fortuna per la tua carriera accademica, ad maiora!