Nella vita capita che, tutto d’un tratto o quasi, scopriamo di nutrire una passione per qualcosa che fino a qualche momento prima nemmeno ci sfiorava la mente.

A volte, osservando le cose più da vicino, capendone i funzionamenti e studiandole a fondo ci si ritrova a confrontarsi con prospettive differenti.

È quello che è successo a Rocco Toschi, studente diciannovenne di Santa Sofia, un piccolo paese situato nell’entroterra dell’Emilia Romagna. Appassionato del grande schermo sin da quando era piccolo, Rocco durante gli anni del liceo scopre un altro amore: quello per la medicina.

Nel 2019 fa parte dei quasi 70mila aspiranti medici che si iscrivono al test di ammissione.

“Buona la prima” si potrebbe dire, data la sua passione per il cinema: Rocco si classifica 5° nella graduatoria nazionale del test IMAT, 7° nella graduatoria nazionale di Medicina e primo sull’Ateneo di Bologna, dove poi ha deciso di iscriversi.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con lui per chiedergli le sue impressioni sul test, parlare della sua preparazione, di cosa l’abbia spinto a provarci e come è riuscito ad affrontare questo duro percorso.

“Ciak, si gira!” Ciao Rocco… no dai, stiamo scherzando, ripartiamo. Ciao Rocco, innanzitutto i nostri più vivi complimenti per il risultato che hai ottenuto. Parlaci un po’ di te: cosa ti piace fare, quali sono i tuoi hobby?

“Ciao, vi ringrazio. Allora, mi piace un sacco andare al cinema. In generale amo tutto il mondo del cinema, non soltanto vedere i film. Un mondo molto interessante. Ovviamente si tratta soltanto di una passione… non faccio l’attore nel tempo libero, o cose simili (ride, ndr). Adoro viaggiare, cerco di farlo il più possibile per quelle che sono le possibilità. Sport? Diciamo pure che sono abbastanza negato. Come disciplina mi piace il nuoto, l’ho praticato per un po’ di anni. Poi ho preferito abbandonare la vasca.”

Passiamo al test: quando hai deciso di cimentarti in una prova che ogni anno porta migliaia di studenti aspiranti medici a porsi almeno una volta la fatidica domanda: “perché?” Ma soprattutto, perché provare non uno ma ben 2 test? Non riuscivi a dormire la notte?

“A differenza di tanti studenti ho deciso tardi di intraprendere questo percorso, una volta concluso il capitolo liceo. Non sono mai stato uno di quelli che la vocazione ce l’ha dentro sin dall’alba dei tempi. Anzi, ti dico la verità, in età pre-adolescenziale era una di quelle opzioni che scartavo a mani basse. Genitori medici? No, nessuno.
Le cose sono cambiate più avanti. Studiare in un liceo scientifico mi ha fatto crescere l’interesse per alcune materie come anatomia, biologia e genetica. L’interesse è diventato qualcosa di più grande, fino a convincermi, fra la terza e la quarta superiore, che Medicina sarebbe stata la strada giusta.
Ho scelto di provare anche l’IMAT principalmente per avere una “possibilità in più” ma la mia preferenza è sempre stata medicina in italiano”

Visto come è andata, diciamo che non avresti potuto fare scelta migliore. Torniamo all’estate 2019. Finita la maturità cos’hai fatto? Vacanze e studio?

“Conclusa la maturità ho fatto un viaggio in Grecia con una decina di amici. Rientrato in Italia, ho iniziato a frequentare il modulo di Teoria dei corsi Testbusters. Dopodiché è iniziato lo studio.”

Prima del modulo di Teoria quindi non avevi ancora iniziato a studiare seriamente?

“Esatto, ho concentrato lo studio ad agosto prima dei moduli di Pratica e Rifinitura. O meglio, avevo provato a fare qualcosa tra l’esame di maturità e il viaggio, ma niente di che. Come ti dicevo ho iniziato seriamente a mettermi sui libri ad agosto.”

Come ti sei organizzato? Hai fatto un planning dello studio? Hai appreso per osmosi? Usato riti sciamanici proibiti di tribù amazzoniche? Insomma come hai fatto??

“Ho iniziato dalle materie in cui ero messo peggio. Su alcune, come matematica e fisica, mi sentivo pronto. Ho concentrato lo studio su biologia e chimica. Quelle le dovevo approfondire per bene, perché alle superiori molti argomenti erano stati affrontati in maniera un po’ superficiale.
Non mi sono messo a segnare giorni, ore e materie sul calendario (ride, ndr) però in un certo senso sì. Il planning prevedeva prima tutta chimica e biologia, nel mentre che studiavo queste due cercavo di fare qualche simulazione in aggiunta ad alcuni quiz di logica. Il metodo di studio? Tanti appunti e schemi.”

E arriviamo dunque al fatidico giorno del test. Come ti sentivi?

“Fino alla sera prima è andato tutto liscio. Tutto sembrava scorrere come in una normale serata di fine estate.
Il giorno dopo, tutto un altro copione. Mi sentivo pronto, ma avevo un’ansia tremenda. Nel momento in cui è partito il tempo mi è preso il panico. Per davvero. Guardavo le prime domande e avevo la sensazione di non sapere rispondere a nulla.
Mi sono calmato e ho iniziato a rileggere tutto… alla fine è andata.”

Ed è andata anche bene direi! Ma facciamo un passo indietro: siamo a luglio, prima di iniziare i nostri corsi come ti sentivi al pensiero di affrontare il test? In cosa pensi ti siano serviti?

“Prima di frequentare i corsi ero preoccupato. L’aspetto del test che più mi preoccupava era la mole di argomenti da studiare. Non sapevo bene come gestirla.
Frequentare i corsi Testbusters mi ha aiutato in questo, nel capire come dovevo organizzarmi. Dopo averli conclusi mi sentivo più tranquillo. Certo, l’ansia per il test rimane, è ovvio, ma ero convinto di avere fatto tutto quello che serviva: studio e tanti, dico tanti, esercizi.
I corsi poi ti danno la possibilità di confronto con altri studenti, è utile per capire come sei messo.

Inoltre mi è servito molto il modulo di Rifinitura con i consigli che ci sono stati forniti riguardo la parte più “burocratica” del test di ammissione. Il giorno della prova, dopo tutto il tempo passato sui libri, arrivi che non capisci niente. La testa è andata, sapere prima cosa bisogna fare è di vitale importanza.”

Riuscire ad eliminare il più possibile lo stress della prova è molto importante per concentrarsi al meglio. Che consigli ti senti di dare a chi affronterà il test quest’anno?

“Siamo tutti diversi e di sicuro un consiglio non può essere universale. Ma non credete a chi vi dice che se scegliete di fare Medicina, dovete passare sui libri tutta l’estate della maturità. Occasioni ce ne sono, anch’io ho fatto delle vacanze. Bisogna fare sacrifici. L’importante è gestire bene il tempo.”

Rocco, ti ringraziamo ancora per la disponibilità e per gli utili consigli per chi si appresta a sostenere il test in quest’anno così difficile e incerto. Saranno di sicuro molto utili, soprattutto data la situazione che metterà a dura prova ancor di più tutti gli studenti che vogliono intraprendere la professione medica. In bocca al lupo per tutto!