Siamo a Rivoli: le Alpi si stagliano sullo sfondo e la Mole Antonelliana è a un tiro di schioppo. Qui abita Luca Mori, di diciannove anni: un ragazzo come tanti, ambizioso e amante dello sport.

La sua passione per le materie scientifiche e la voglia di aiutare gli altri l’hanno spinto a sostenere il test di Medicina del 2018. E forse proprio grazie ad esse è riuscito nel suo intento, classificandosi primo nella graduatoria della facoltà di Medicina di Torino e terzo nella graduatoria nazionale.

Lo abbiamo contattato per conoscerlo meglio, interrogarlo sulle sue aspirazioni e farci raccontare il percorso che ha seguito per raggiungere questo grande traguardo al test di ammissione a medicina 2018 (spoiler alert: noi Testbusters ci abbiamo messo lo zampino).

Ciao Luca, parlaci un po’ di te: cosa ti piace fare? Quali sono le tue passioni?

“Fino a circa un mese fa giocavo a calcio, poi mi sono reso conto che probabilmente non sarei più riuscito a dedicarci il giusto tempo e ho deciso di lasciare. Solitamente quando ho del tempo libero mi piace andare in palestra. Qualche giorno a settimana…”

Quando e perché ti è saltata in mente la malsana idea di sostenere il test e iscriverti a Medicina?

“Ho iniziato a pensare alla possibilità di fare Medicina quando frequentavo il liceo. Non sono uno di quelli che nasce, se così possiamo dire, con la vocazione di diventare un medico. E non ho neanche medici in famiglia; il più “vicino” è probabilmente un cugino di mia madre.
La vera motivazione sta nella passione che nutro per le materie scientifiche. Ci sono poi altri motivi, come ad esempio avere la possibilità di aiutare gli altri.
Non ti nascondo che a spingermi verso questa scelta c’è anche il prestigio, un giorno, di diventare un medico.”

Passione, empatia, ambizione. Ma tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.
Parlaci un po’ di come hai affrontato questa sfida: hai studiato come un matto dalla maturità fino al giorno del test?

“Subito dopo gli esami di maturità sono partito per fare una settimana di vacanza insieme ai miei genitori. Una volta tornato ho frequentato il corso di teoria Testbusters. Finito quello ho iniziato a darmi da fare con lo studio, soprattutto nel mese di agosto.”

Raccontaci qualcosa di più: come ti sei organizzato con lo studio?

“Come ti dicevo prima ho iniziato a mettermi sui libri subito dopo il corso di Teoria Testbusters. Ho studiato le singole materie: quando finivo con una, mi concentravo su un’altra.
Avevo delle lacune importanti in biologia, chimica e fisica. Questo sono sicuro sarà di incoraggiamento per molti che si accingono a studiare: al corso di teoria Tb il primo giorno nella parte di biologia della simulazione avevo totalizzato -0,4.
Io ho sicuramente le mie colpe ma le lacune erano dovute soprattutto a come avevo affrontato alcune parti del programma al liceo.
Mi sono concentrato maggiormente su quelle. Ho iniziato con biologa, poi chimica e fisica. Una volta finito sono ripartito da biologia per fissare meglio i concetti. Concluse e ripassate queste tre materie ho virato su matematica e logica.
Di fatto sono andato in ordine seguendo gli argomenti del libro.
In generale ho studiato molto. Ogni giorno mi mettevo sui libri circa cinque o sei ore.”

Ok, cercando di essere quanto più autentico possibile? quanto pensi ti sia servito frequentare i nostri corsi? In cosa ti sono serviti in particolare?

“Frequentare i corsi è utile per avere un’idea di quello a cui andrai incontro. Sono sincero, totalmente. I corsi sono stati utili, molto.
Il corso di teoria ti dà un’infarinatura di tutti gli argomenti, mi sono trovato bene anche frequentando quelli di pratica e di rifinitura. Il corso di rifinitura, per esempio, mi ha aiutato a prendere confidenza con il test. Ammetto però di aver utilizzato anche altro materiale per la parte di teoria.”

Ego te absolvo! Bisogna sentirsi con le spalle coperte e mettercela tutta per superare il test. A proposito di sensazioni: come ti sei sentito il giorno del test? Ansia? Paura? Voglia di scappare a Honolulu?

“Ero sicuramente agitato ma al tempo stesso, al termine della prova, ero sicuro di avere dato il massimo. Avevo dato tutto, ma non ero sicuro che sarebbe stato abbastanza.
Per prepararmi mi sono impegnato parecchio, ma l’agitazione, ovviamente, pur con la consapevolezza di essermi preparato al meglio c’era eccome.”

È normale, ci siamo passati anche noi. L’importante è sapere di aver dato il massimo.
Adesso che hai raggiunto il tuo primo traguardo accademico cosa pensi del tuo futuro professionale?

“Mi piacerebbe continuare facendo medicina d’urgenza per poi lavorare come medico in pronto soccorso.
Come mai? Onestamente non lo so; se ti devo dire la verità c’è anche l’idea di arruolarmi nell’esercito. Forse la vocazione di voler lavorare in pronto soccorso sta nel poter prestare le prime cure a una persona.
Vorrei arruolarmi e fare il medico per l’esercito, ma naturalmente nell’arco di sei anni potrei anche cambiare idea. Ora come ora lo farei”.

Un’ultima domanda: hai qualche consiglio da dare a tutti gli studenti che come te, con tenacia (e follia), proveranno il test di Medicina il prossimo anno?

“Consiglierei di dare tutto quello che si ha durante l’estate: meglio piuttosto rinunciare a un paio di settimane di vacanze. I sacrifici pagheranno.”

Luca, grazie mille per esserti aperto con noi. Siamo molto contenti di aver contribuito in parte ad aiutarti a perseguire le tue ambizioni.
Ti auguriamo buona fortuna per la tua carriera accademica e ci auguriamo che i tuoi consigli possano aiutare tanti altri aspiranti medici in pieno spirito Testbusters.