//Test di Veterinaria: Pierfrancesco, primo in Italia nel 2018

Test di Veterinaria: Pierfrancesco, primo in Italia nel 2018

Abano Terme è una città a pochi chilometri da Padova, famosa sin dall’antichità per le sue acque termali e per la sua vicinanza all’Islanda. Da questo comune arriva il primo classificato nella graduatoria nazionale del test di Veterinaria 2018: Pierfrancesco Maio, di 20 anni.

Pierfrancesco è uno di quelli che non sanno stare fermi: grande tifoso dell’Inter e della Nazionale, musicista, scout e volontario presso l’OPSA, un ente che aiuta le persone con disabilità psicofisiche.
Avendo quindi molto tempo libero a disposizione, ha deciso di sostenere sia il test di Medicina che quello di Veterinaria superando entrambi e classificandosi primo nella graduatoria nazionale di Veterinaria.

Ora studia Medicina a Padova. L’abbiamo conosciuto ai nostri corsi di preparazione a Verona e abbiamo scambiato quattro chiacchiere con lui dopo il test per fargli qualche domanda sulla sua esperienza e sui suoi progetti futuri.

Ciao Pierfrancesco, come ti è saltato in mente di provare non uno ma due test? Dì la verità: hai battuto la testa un giorno e sei impazzito?

“Ero già intenzionato da qualche anno ad affrontare il test di medicina o in alternativa quello di veterinaria. Entrambe le facoltà mi interessavano parecchio, e non c’erano altre alternative che reputassi interessanti e valide.
Tuttavia durante l’ultimo anno, in quinta superiore, ho avuto diversi dubbi, derivanti dal fatto che entrare sia a medicina che a veterinaria sarebbe stato difficile e i molti anni di studio mi spaventavano non poco. Mi sono comunque fatto forza e ho deciso di affrontare le prove, dando la precedenza a medicina rispetto che a veterinaria”.

Come hai deciso di prepararti? Studio matto e disperatissimo durato mesi? Clausura in camera sui libri dopo la maturità?

“Avevo già iniziato verso marzo a prepararmi per il test, ma in modo più ‘sciallo’ e senza approfondire più di tanto. Ho cominciato a percepire la tensione da luglio in poi. Mi sono preso 10 giorni di vacanza in corrispondenza del campo scout, ma per il resto ho dedicato la mia estate allo studio, avendo delle grosse lacune in diverse materie”.

Quando hai cominciato a fare sul serio?

“Dopo la maturità, che comunque non è andata in modo brillante, ho cominciato subito a studiare, specie per quanto riguarda biologia e chimica, in cui non ero molto ferrato. Mi ero pianificato di dedicarmi a queste due materie per tutto luglio, in modo da cercare di coprire tutto il programma. Ogni giorno, comunque, facevo una simulazione, specie quelle di Testbusters dove il livello di difficolta era più alto. È stato paradossalmente studiando che ho scoperto il vero interesse verso le facoltà per cui provavo ad entrare. Ho cominciato a raggiungere punteggi piuttosto alti solo da Agosto in poi, ad un mese circa dai test”.

Ultimamente si sente tutto e il contrario di tutto sul tema dell’abolizione del numero chiuso per l’accesso alle facoltà di Medicina. Da studente che ha dovuto affrontare il test, con tutto lo stress e i sacrifici che questo comporta, cosa ne pensi?

“Io penso che il numero chiuso per i test di medicina, veterinaria e delle aree sanitarie sia sensato, perché 60mila studenti, solo per medicina, sono troppi e le lezioni sarebbero ingestibili.
Magari però aumentare progressivamente il numero di posti, anche di poco e al limite del possibile, sarebbe un progetto che potrebbe andare a buon fine e garantirebbe una maggiore possibilità di successo per gli studenti che vogliono approcciarsi a questi corsi”.

Come hai deciso di frequentare un corso di preparazione? Ti è servito? Tranquillo, nessuno ti righerà la macchina se dici che non ti è servito a nulla… (forse…)

“Prima di iniziare il corso pensavo di non farcela. Era la prima volta che mi preparavo per i test, ed ero consapevole che c’era gente che da anni studiava per cercare di entrare.
I tre corsi Testbusters, teoria, pratica e rifinitura, mi sono serviti da una parte per ripassare e approfondire quello che già sapevo, e dall’altra per capire determinati argomenti a me poco chiari e imparare ad applicarli nei test.
Dopo i corsi, a 3 giorni dai 2 test mi sentivo pronto, sapevo di avere buone conoscenze nelle singole parti e tutto sommato non ero così agitato.
Il corso mi ha dato la consapevolezza che ce la potevo fare pure io, che alla fine non avevo meno possibilità di quelle che avevano gli altri”.

È esattamente il mindset giusto col quale affrontare il test e che cerchiamo di trasmettere a tutti i nostri corsisti. Il giorno del test come è andata? Sei andato nel pallone o sei rimasto lucido: una macchina da test?

“Ero preoccupato, perché alla fine lo studio riduce le possibilità di fallire, ma non ti garantisce di passare al 100%. Tuttavia l’abbraccio di mio fratello maggiore prima del test mi aveva dato la giusta forza per affrontarlo.

Una volta faccia a faccia con il foglio ho cominciato dalle materie scientifiche (Biologica-chimica-mate/fisica in ordine), facendo per ultima logica. Ho lasciato un quarto d’ora alla fine per rileggere le risposte e sono convinto che è stata una mossa molto utile, poiché mi ero reso conto di aver fatto fesserie che poi fortunatamente ho corretto. Per tutto il test ero rimasto concentrato senza farmi prendere dal panico. Riconoscevo che era difficile, ma non impossibile. Il pomeriggio stesso ho guardato le risposte e mi sono ricavato un punteggio che alla fine si era rivelato sufficiente. Quel punteggio mi garantiva la quasi certezza di essere passato così, il giorno dopo il 5 settembre, ho fatto il test di veterinaria ed ero molto rilassato. La tranquillità ma allo stesso tempo la concentrazione hanno fatto si che io raggiungessi un punteggio ed un risultato che non mi sarei mai aspettato”.

Grandissimo! Ancora complimenti per il traguardo! Quali sono le tue aspirazioni di vita e professionali adesso?

“Per quanto riguarda le mie aspirazioni di lavoro, mi piacerebbe in futuro dedicarmi alla neurologia e a tutta la parte di studio che riguarda il cervello. Sì, è un po’ troppo presto in effetti per parlare di specializzazioni, però in questo momento neurologia è il ramo che mi affascina di più.
A mio avviso, ci sono troppi “perché” che non trovano risposta quando si parla di alcuni meccanismi del cervello, e il mio sarebbe quello di trovare queste risposte, in campo medico.
Per questo, oltre a volere diventare un medico, mi alletta anche l’idea di diventare a pari passo un ricercatore”.

Nobili obiettivi, ti auguriamo di raggiungerli! Qualche perla di saggezza da chi ha passato il test a chi ha intenzione di farlo quest’anno?

“Per quelli che decidono di provare i test per medicina/odontoiatria, veterinaria, Imat o professioni sanitarie faccio innanzitutto un grande in bocca al lupo!
Vi consiglio di dedicare non molto spazio alle vacanze nell’estate immediatamente prima del test, sebbene comunque un po’ di riposo sia necessario.
Fatevi un programma per tutti i mesi di studio e confrontatevi ogni giorno o comunque più volte a settimana, con le simulazioni, in modo da valutare il vostro andamento.
Siate onesti con voi stessi. Fatevi schemi di quello che studiate, perché poi aiutano più facilmente a ripassare. Date molto spazio alla pratica e concentratevi molto sulla logica che fa da sola 1/3 del punteggio.
Subito prima del test, se avete veramente studiato, siate felici per il vostro lavoro, perché è importante andare al test senza rimpianti e consapevoli delle vostre potenzialità”.

Pierfrancesco, grazie per la chiacchierata e per i consigli: saranno utili a tutti gli studenti che sognano un giorno di indossare un camice. In bocca al lupo!

Scritto da |2019-03-19T09:20:57+01:0020 marzo, 2019|Consigli per lo Studio|0 Commenti

Autore:

Sono entrato a far parte della famiglia di Testbusters nel 2017. Mi occupo del blog Testnews e delle notizie riguardanti il test del nostro sito.

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