Test IMAT 2020: due chiacchiere con Daniel, primo classificato nazionale

L’enfant prodige del test della Regina, che è riuscito ad ottenere il punteggio più alto a livello nazionale, si confessa ai nostri microfoni.

Come ogni anno vi raccontiamo l’esperienza, il percorso, le paure e le emozioni di alcuni nostri corsisti che sono riusciti ad avere la meglio (a pieni voti!) sui test di ammissione all’area medico sanitaria. Oggi è il turno di Daniel James Savini, studente 19enne di Treviglio, piccolo comune in provincia di Bergamo, iscritto al corso di Medicina in lingua inglese alla Bicocca di Milano, che a Settembre 2020 è riuscito a totalizzare la bellezza di 83,6 punti al test Imat (International Medical Admission Test). Punteggio che gli ha permesso di farsi strada fra gli oltre 11mila partecipanti della prova, fino a raggiungere il primo posto della graduatoria nazionale.

Ciao Daniel! Innanzitutto i nostri più vivi complimenti e grazie per questa intervista. Mettiamo per un attimo da parte il tuo percorso e il test di ammissione. Parlaci un po’ di te: cosa ti piace fare, hai degli hobby?

“Ciao e grazie a voi per la possibilità! Allora, diciamo che mi definisco una persona normale. Fin da piccolo nutro una forte passione per la musica. La colpa è dei miei genitori che mi hanno fatto avvicinare a questo mondo. Oltre alla musica c’è poi l’interesse per le materie scientifiche… penso derivi da quì la scelta di volere intraprendere Medicina dopo il liceo”.

Quindi sei uno di quelli che fin da piccolo aveva già le idee chiare?

“Non mettetemi in bocca cose che non ho detto (ride nrd). Il liceo è servito per capire cosa davvero volevo fare. Ho avuto il tempo per riflettere, vediamola così. Oggi sono contento della mia scelta”.

Parliamo della preparazione: quando hai iniziato a studiare?

“Prima dell’esame di maturità non avevo ancora iniziato a studiare per il test. I cinque anni di liceo mi hanno dato delle basi molto solide in tutte le materie della prova e, di conseguenza, sono partito leggermente avvantaggiato”.

Dicci qual è la “ricetta” per essere il primo in tutta Italia: come ti sei organizzato? Hai fatto un planning dello studio? Una trasferta a Lourdes?

“Allora, un planning è un po’ una parola grossa. Ho iniziato a studiare la teoria. Per quanto fossi già a buon punto non potevo certo concedermi il lusso di saltarla del tutto. Facevo poi degli esercizi qua e là per riuscire a fissare meglio i concetti e gli argomenti. Prima di iniziare il modulo di Teoria dei vostri corsi avevo ripassato tutto il programma. Il corso è servito per rivedere il tutto nel dettaglio in aula con i docenti.
Conclusa la prima parte del corso ho iniziato subito a fare esercizi. Sono andato avanti oltre un mese a colpi di esercizi e simulazioni fino ad arrivare alla seconda parte del corso. A fine Agosto, quando ormai il test era alle porte, avevo fatto una marea di esercizi e simulazioni”.

Ecco appunto, il giorno del test. Sinceramente, come ti sentivi?

“La tensione c’era e non era poca, ma tutto sommato non ero preoccupato. Ho sempre vissuto il test di ammissione come una prova, punto. Una prova che assomiglia più ad una sagoma vestita di nero con una falce in mano piuttosto che ad un test di ammissione, ma fondamentalmente si tratta di una serie di domande a risposta chiusa. Nelle simulazioni andavo bene e questo mi confortava. Poi qualche giorno prima del test Imat avevo dato anche il test di Medicina in italiano. Sicuramente è servito per essere più tranquillo. Sono sincero, non mi sarei mai aspettato di riuscire a fare un punteggio simile”.

Di nuovo i nostri più vivi complimenti per il risultato. Cosa è cambiato dopo aver frequentato il corso?

“Io ho fatto sia il corso per il test di Medicina sia quello per Imat. In generale l’aiuto più grande che mi avete dato è la mole smisurata di esercizi e simulazioni che si hanno a disposizione. Sono una persona che impara soprattutto facendo oltre che studiando. Fare tanti esercizi e tante simulazioni permette di migliorare i punteggi, fissare i concetti e scovare i trabocchetti che potresti trovare il giorno del test.
Al tempo stesso credo che il vero privilegio del corso sia avere a tua completa disposizione numerosi docenti laureandi in Medicina. Loro hanno già affrontato il test e sanno bene quanto peso dare ad ogni materia e argomento. Cos’è più rilevante, e necessita più tempo e attenzione, e cosa invece può essere affrontato più velocemente. Insomma, diciamo che sanno dove concentrare tempo ed energie. Non è una cosa da poco considerato il numero di argomenti che da bando bisognerebbe studiare per il test”.

Questo ci fa davvero piacere e come diciamo sempre ‘L’esercizio è la via per la riuscita…’. Dai, te lo concediamo. Cosa consigli alle migliaia di ragazzi e ragazze che a Settembre seguiranno le tue orme?

“Prendetela seriamente ma non troppo. Con il senno di poi, se riguardo al me dello scorso anno, penso che avrei potuto studiare con più calma… rinunciare a meno uscite. Fidatevi, si può fare! Superare il test non è impossibile”.

Ringraziamo Daniel per la sua disponibilità e per aver condiviso la sua esperienza e i suoi consigli con tutti quelli che sosterranno il test quest’anno. Siamo certi torneranno utili a molti. In bocca al lupo!

Per chiunque fosse interessato a prepararsi con noi al test IMAT, potete trovare maggiori informazioni sul nostro corso di preparazione in lingua italiana e il nostro nuovo corso di preparazione al test IMAT in lingua Inglese cliccando sui rispettivi link. Buono studio!

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