//Test di Medicina, i consigli di Francesco: un vero e proprio pezzo da 90

Test di Medicina, i consigli di Francesco: un vero e proprio pezzo da 90

A ormai meno di due mesi dal fatidico test d’ammissione, ci siamo fatti due chiacchiere con Francesco Acquati, un ragazzo classe ’97 di Milano che ha frequentato i corsi di TestBusters e che l’anno scorso ha totalizzato 90 punti al test d’ingresso a Medicina in Statale classificandosi primo a livello nazionale e nel suo ateneo. Nonostante il punteggio, Francesco ha deciso di non proseguire sulla via per diventare medico, ma ha scelto di prendere una deviazione che lo ha portato a frequentare Ingegneria Biomedica al Politecnico di Milano. Con lui (dovreste ringraziarlo per questo) proveremo a darvi qualche consiglio, oltre ovviamente a tutti quelli che già vi diamo ai nostri corsi, su come prepararvi per affrontare al meglio il test.

Ciao Francesco, ma con tutte le facoltà che si possono scegliere nel terzo millennio, perché hai deciso di fare proprio il test di Medicina? Avresti potuto optare per un percorso senza test d’ammissione e, invece, ti sei cimentato in una prova che ogni anno miete vittime su vittime.

“La scelta forse è scaturita dal fatto che al tempo ero piuttosto preso dall’idea di fare il medico. Dal fatto di poter vivere un’esperienza molto umana. Probabilmente Medicina è una delle facoltà più avvincenti, una continua sfida che va oltre anche l’aspetto economico. Anche se, come dice il Dott. Cox in Scrubs, ci sono quattro ragioni fondamentali per cui tutti decidono di diventare un medico: le donne, i soldi, il potere e ancora le donne (suvvia! Si scherza)”.

Nel test (udite, udite!) hai totalizzato 90 punti su 90. Come ti sei sentito ad essere il primo della “classe”?

“E’ stata una soddisfazione personale inimmaginabile. Al liceo ero bravino, alla maturità sono uscito con un 79 su 100, sinceramente non mi aspettavo un risultato simile. Andavo bene nelle simulazioni, ma davvero, non pensavo di poter fare così bene. Devi sapere una cosa, i miei amici mi chiamano Testa, perché ho la testa grossa e perché secondo loro sono intelligente”.

C’è chi inizia a prepararsi mesi e mesi prima del fatidico giorno e altri che, invece, provano a fare tutto all’ultimo rischiando di rimetterci in salute fisica e psichica. Dove ti posizioni tra i due poli?

“Un anno fa, di questi tempi, ero in vacanza in Grecia. Avevo già preso un po’ di familiarità con TestBusters, e partecipando a una giornata cittadina a luglio avevo iniziato ad avere un’idea su come ci si doveva preparare per il test. Sono sincero, ho iniziato la preparazione ad agosto, senza affanno. A dire la verità, per quanto non li ami, devo ancora ringraziare i miei professori del liceo. La maggior parte delle conoscenze le avevo già dai cinque anni di scientifico. E ti dirò una cosa, anche i miei ex compagni (del liceo, ndr) hanno incontrato poche difficoltà. Certo, ovviamente non tutti. Alla fine sei tu a dover fare la differenza. La conoscenza di molti argomenti, e averli già affrontati, ti aiuta, ma non è tutto”.

Hai redatto un planning per programmare lo studio?

“Allora, diciamo più o meno. Non sono un tipo che ama molto programmare. Ho iniziato studiando biologia e chimica, di fatto le due “sezioni” del test d’ingresso su cui ero meno ferrato. Con un manuale di teoria mi sono fatto un’idea degli argomenti che avrei dovuto studiare, dopodiché ho iniziato a prepararmi utilizzando appunti e libri del liceo. Chimica e biologia, a mio parere, sono le materie dove è richiesta una maggiore conoscenza. Per matematica e fisica non ho nemmeno guardato la teoria, facevo gli esercizi e se c’era qualcosa che non riuscivo a capire, o a risolvere, andavo a rivederla sui libri. Ma sono stati davvero pochi gli esercizi che hanno richiesto questo. Studiavo chimica e biologia e poi magari facevo anche esercizi di logica. Studiare tutto il giorno teoria diventava troppo noioso, e probabilmente anche controproducente. Poi, più avanti, ho iniziato anche con gli esercizi di biologia e chimica”.

Tralasciando il fatto che ti abbiamo pagato profumatamente (qualche milione…) per questa intervista. Quanto, sinceramente, ti ha facilitato la vita avere incontrato TB?

“Io ho frequentato i corsi di pratica e rifinitura di TB. Quello che capisci, e che provano ad inculcarti nella testa sin dal primo giorno, è che devi fare esercizi su esercizi. Devi diventare una sorta di macchina da test. Concentrarsi troppo sulla teoria, e quindi di conseguenza investirci molto tempo, può tradursi in un rischio. D’altronde, siete, voi di TB, i sostenitori del motto “Pratica batte teoria”. Probabilmente se non avessi incontrato TestBusters sarei uscito “pazzo” dal test. Mi hanno dato una grossa mano. E’ molto più difficile studiare da soli e avere la capacità di stare tutto il giorno a fare esercizi, con loro ci riesci. E poi, secondo me, è utile per conoscere altre persone che dovranno sostenere il medesimo esame. Ti puoi confrontare con loro, capire dove puntare, chiedere chiarimenti. E’ una bella esperienza. Inoltre ti prepara al test in tutte le sue sfaccettature. Anche, che ne so, per sapere come aprire la busta. TB ti forgia per affrontare il peggio, che è sicuramente un buon metodo di allenamento. Inoltre ti insegna a saper valutare il test e la sua difficoltà e di conseguenza, a grandi linee, anche la soglia di superamento. L’imperativo rimane sempre e comunque quello di totalizzare il massimo punteggio. Per questo, anche sapendo di aver risposto correttamente alla maggior parte delle domande, non mi sono fermato provando anche quelle in cui ero indeciso fra due o tre opzioni. E poi, ovviamente, non deve mancare una buona e sana dose di competizione. Durante i corsi facevo a gara con un amico, Alessandro, su chi totalizzava più punti nelle graduatorie. Oggi mi chiede ancora di iscriverci al test, e intenderà farlo anche in futuro, per provare a battermi. Ma non credo ci riuscirà…”.

La vera notizia, forse la più sconvolgente per qualcuno, è che dopo aver totalizzato un simile punteggio hai deciso di “guardare” altrove.

“Mah, guarda, ho preso la decisione di non proseguire ancora prima di sapere il punteggio che avevo fatto. Se all’inizio ti ho detto che ero piuttosto preso dall’idea di fare il medico, devi anche sapere che ho sempre avuto una vocazione (anche quella con la “k”) per ingegneria. Il problema è che non sapevo esattamente per quale. Non ero molto convinto nemmeno di iscrivermi a ingegneria biomedica, soprattutto perché all’inizio gli esami in ambito medico sono molto pochi. Sono un tipo a cui piace applicarsi e fare esercizi, ingegneria si sposava probabilmente meglio con come sono fatto. E poi sono contento della mia scelta, magari cambierò idea. Un’altra volta”.

Che consiglio dai a chi, tra poco meno di due mesi, si troverà faccia a faccia con il test d’ammissione?

“Il primo consiglio è senza dubbio quello di farsi una vacanza prima di iniziare la preparazione. Il migliore dei consigli penso sia quello di fare tanta pratica e quindi tanti esercizi. Inoltre in un esame a crocette è molto importante essere concentrati. Non fatevi prendere dall’ansia né durante lo studio né il giorno del test. E’ importante ricontrollare tutto, anche le risposte di cui siete praticamente certi al 100%. Io avevo risposto a quasi tutte le domande, le avevo ricopiate dopodichè le ho ricontrollate tutte prima di segnarle sul foglio risposte. Essersi preparato al peggio ha poi contribuito al risultato. Se ci si vuole fare un’idea ben precisa di cosa si dovrà affrontare, ci si può sempre iscrivere al test presso un ateneo privato. Infine, lasciate perdere tutta la dietrologia sul test d’ingresso, l’importante è e rimane dare il massimo”.

Scritto da |2017-07-23T13:50:51+00:0023 luglio, 2017|Consigli per lo Studio|0 Commenti

Autore:

Jacopo Mattei
Sono entrato a far parte della famiglia di Testbusters nel 2017. Mi occupo del blog Testnews e delle notizie riguardanti il test del nostro sito.

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