19 maggio 2026
7 minuti di lettura

Come leggere le graduatorie
Perché la posizione conta più del punteggio
Cos'è un percentile e perché ti serve
Le simulazioni sono il tuo vero indicatore di crescita
Il quadro dei numeri del test di medicina: confronto dal 2022 al 2025
I migliori atenei: cosa vuol dire entrare a Bologna, Padova o in Bicocca
La curva gaussiana: perché migliorare non è lineare
Il margine di sicurezza: il concetto che fa la differenza
Come tradurre tutto questo in un piano di preparazione
Un'ultima nota sul leggere i dati
Capire una graduatoria non significa solo guardare se sei "dentro" o "fuori". Significa imparare a leggere i numeri per quello che dicono davvero: dove ti trovi rispetto agli altri candidati, quanta strada ti separa dal tuo obiettivo, e – soprattutto – quanto sforzo serve per coprirla. In questo articolo proviamo a mettere ordine tra graduatoria, posizione, percentile e margine di sicurezza, usando i dati reali degli ultimi quattro anni dei test di medicina, odontoiatria e veterinaria.
Il primo errore che fanno molti candidati è ragionare in termini di punteggio assoluto: "mi serve un 70", "l'anno scorso entravano con 65". È un pensiero comprensibile, ma fuorviante. Il punteggio dipende dalla difficoltà del test, che cambia ogni anno e con ogni riforma: dal test unico al TOLC-MED, dalla banca dati al Semestre Filtro, le scale di valutazione si sono mosse continuamente.
La posizione in graduatoria, invece, è una misura relativa e quindi molto più stabile nel tempo. Finché esiste un numero chiuso, ciò che conta è quanti candidati hai davanti. Un test particolarmente difficile abbassa i punteggi di tutti; un test facile li alza per tutti. La tua posizione relativa, a parità di preparazione, resta sostanzialmente la stessa.
Da qui un principio che è sempre valido: quando guardi le graduatorie degli anni precedenti, per orientarti, ragiona in posizioni e percentili, non in punti.
Il percentile risponde a una domanda semplice: "che percentuale di candidati ho superato?". Se sei al 90° percentile, significa che hai fatto meglio del 90% dei partecipanti. Se l'ultimo ammesso a Bologna è al 14% (cioè è il 14° su 100 candidati ordinati per merito), significa che per entrare a Bologna devi posizionarti almeno tra i top 14%, ovvero all'86° percentile o oltre.
Questo cambio di prospettiva è importante per due motivi. Primo, ti permette di confrontare anni diversi nonostante le riforme: la sede X "vuole il top 8%" è un'informazione che resta leggibile, anche se cambiano test e numero di iscritti. Secondo, ti permette di tradurre il tuo obiettivo (una sede precisa) in un target di preparazione concreto (un percentile da raggiungere).
Il modo migliore per capire se stai davvero migliorando non è guardare solo il punteggio, ma confrontarti costantemente con gli altri candidati attraverso le simulazioni.
Fare simulazioni con regolarità ti permette infatti di monitorare il tuo percentile reale nel tempo. Non conta soltanto “quanto hai fatto”, ma soprattutto dove ti collochi rispetto agli altri studenti che hanno svolto la stessa prova nelle stesse condizioni.
Se in una simulazione da 1000 partecipanti sei tra i primi 10, significa che sei già nell’élite assoluta dei candidati: stai viaggiando intorno al top 1%. Se invece sei tra i primi 60 su 2000 partecipanti, sei comunque nel top 3% circa. Sono numeri che danno una misura molto più concreta della tua preparazione rispetto al semplice punteggio grezzo.
Osservare nel tempo come cambia il tuo posizionamento è uno dei modi più affidabili per capire se la preparazione sta funzionando davvero. L’obiettivo non è fare “la simulazione perfetta” una volta sola, ma vedere una tendenza stabile: passare gradualmente dal top 30%, al top 15%, poi al top 10% e così via. È questa continuità di crescita che indica che stai costruendo una preparazione solida e competitiva.
Per capire dove ti muovi, parti dal quadro generale. Negli ultimi quattro anni i numeri sono stati questi:
A prima vista il 2025 sembra l'anno più favorevole di sempre: più posti, meno iscritti, percentuale di accesso quasi al 30%. Attenzione però: questo dato va letto con cautela. Il Semestre Filtro ha generato un alto tasso di abbandono in corso d'anno – studenti che si sono ritirati per le complessità del nuovo sistema o per i cambi di regole in extremis – e questo "gonfia" artificialmente la percentuale. In altre parole: la selettività reale sui candidati seriamente preparati non si è ridotta tanto quanto i numeri suggeriscono.
Quando si parla di "sede top", non ci si riferisce solo al prestigio percepito ma al percentile richiesto per entrare. Ecco le prime cinque sedi di medicina nel 2025 e nel 2024, lette come percentile dell'ultimo assegnato:
Medicina 2025
Medicina 2024
Come si vede, nel 2025 i percentili "appaiono" più larghi (Bicocca passa dal 6,8% al 10,6%): ma è un effetto ottico legato al crollo degli iscritti del Semestre Filtro. In termini di difficoltà, ovvero di preparazione, le sedi più ambite restano sedi da top 10%.
Per odontoiatria il discorso è ancora più netto. Nel 2025, con la graduatoria separata da medicina, Padova chiude al top 6,9% (308° posto): nel 2024, quando odontoiatria era ancora "piano B" di chi puntava a medicina, la stessa Padova chiudeva al top 16,2%. La separazione delle graduatorie ha reso i top atenei di odontoiatria significativamente più selettivi, perché ora chi si iscrive lo fa con odontoiatria come prima scelta, non come ripiego.
Per veterinaria, Milano e Padova restano stabilmente le sedi più ambite, con percentili di ingresso intorno al top 6-10% negli anni recenti.
I punteggi nei test di ammissione si distribuiscono approssimativamente secondo una curva a campana: la maggior parte dei candidati si concentra nella parte centrale, mentre le code (sia bassa che alta) sono molto più sottili.
Questo ha una conseguenza pratica diretta sul tuo percorso di preparazione: migliorare non è lineare.
Nella parte centrale della curva, dove la densità di candidati è altissima, anche un piccolo miglioramento di punteggio si traduce in un grosso balzo di posizioni: superi tanti candidati tutti raggruppati nello stesso range. Passare dal 50° all'80° percentile è un obiettivo realistico con una preparazione solida e costante: stai superando una fascia molto popolata di studenti.
Nella coda superiore, invece, la densità si assottiglia. I candidati sono meno numerosi, mediamente molto più preparati, e ogni posizione guadagnata costa uno sforzo crescente. Passare dall'80° al 95° percentile richiede uno sforzo proporzionalmente molto maggiore rispetto al primo salto, perché competi con una fascia già fortemente selezionata.
Da quanto sopra deriva un'indicazione operativa fondamentale: se punti a una sede top, non basta arrivare alla soglia, devi superarla con margine.
Facciamo un esempio concreto. Bologna chiude intorno al top 8% nel 2024 (top 14% nel 2025, ma con tutte le cautele già discusse). Se la tua preparazione ti porta stabilmente al 92° percentile nelle simulazioni, sei "sul filo". Una giornata storta, una sezione particolarmente difficile, una manciata di domande con calcoli più ostici e scivoli al 89° o 87°: perdere 5 punti percentile in quella fascia significa scivolare di centinaia, se non migliaia, di posizioni.
Per questo chi punta a una sede top dovrebbe puntare almeno 3-5 punti percentuali sopra la soglia osservata storicamente. Non è eccesso di prudenza: è il riconoscimento che la variabilità di un singolo test è ampia, e che nella coda alta della distribuzione anche piccole oscillazioni costano molto.
Mettendo insieme i pezzi, il ragionamento da fare è questo:
I dati del 2025 vanno guardati con prudenza per due ragioni che vale la pena tenere a mente: il Semestre Filtro ha cambiato profondamente la composizione dei candidati, e il cambio di regole sulla graduatoria a ridosso del test ha causato ritiri che hanno distorto i numeri.
I percentili appaiono "più larghi" rispetto agli anni precedenti, ma confrontarli direttamente con quelli del 2022-2024 può essere ingannevole. La cosa più utile è guardare i trend pluriennali della tua sede di interesse, capirne la sostanza, e prepararti come se la selettività vera fosse quella degli anni più competitivi: se anche dovesse risultare un po' meno dura, ti ritroverai semplicemente con un margine di sicurezza più ampio.

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