La non-riforma del test di Medicina: il Semestre Filtro

28 agosto 2025

10 minuti di lettura

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Indice dell'articolo

Accesso libero?

Le materie non cambiano per decreto: biologia, chimica e fisica restano al centro

I quiz rimangono

L’esperienza francese: una lezione da non dimenticare

Perché accusare i corsi di preparazione?

Prepararsi privatamente è “democratico”?

Altri paradossi della riforma

La nostra proposta concreta

Negli ultimi giorni si è tornato a parlare molto della cosiddetta “riforma” dell’accesso a Medicina e delle accuse ai corsi preparatori privati, come noi, con tanto di richiesta - dagli organi politici - di far intervenire l’Antitrust.

Siamo contenti che finalmente un’autorità competente si occupi della recente non-riforma del test di medicina e di come viene raccontata perché ci sembra continui a esserci molta confusione su cosa è successo e succederà nei prossimi mesi.

I titoli di alcuni giornali raccontano di un “accesso libero” e di un nuovo sistema rivoluzionario.

Ma gli studenti e chi conosce da vicino il settore sa la realtà è molto diversa: il test non è affatto sparito, è stato solo posticipato.

Ci sono ancora le domande a scelta multipla e si farà a novembre e dicembre anziché a settembre.

In questo articolo cercheremo, ancora una volta, di fare chiarezza: cosa cambia davvero, perché la prova a quiz resta centrale e perché prepararsi a un test (anche con noi, ma non è obbligatorio) è ancora, se non più, importante di prima.

Accesso libero?

Uno dei messaggi più diffusi in questi giorni è quello di un presunto accesso libero a Medicina. Non è così.

Il nuovo modello prevede che tutti possano immatricolarsi al primo semestre, ma con una condizione: alla fine dei primi mesi ci sarà - comunque - un esame nazionale di selezione con… quiz! Difficile non chiamarlo test.

  • Tutti ammessi al primo semestre → sì, per due mesi e mezzo da inizio settembre a metà novembre.
  • Lezioni per tutti → Non proprio.

Tutte le università hanno scelto modalità diverse e peraltro:

  1. In alcune non ci saranno lezioni in presenza ma solo online.
  2. In altre le lezioni in diretta o in presenza (a numero limitato) dureranno solo un mese, settembre, perché poi a ottobre iniziano i semestri veri, dei corsi di laurea veri, e i professori sono occupati a fare corsi universitari veri per i quali poi preparano gli esami loro stessi, non per un test nazionale. Qua tutte le info su tutti gli atenei.

NOTA: in molte città dove le università faranno solo lezioni online per tutto o la maggior parte del tempo (Catania, Milano, Padova, Bologna etc) gli unici che a fare corsi in presenza durante il semestre filtro, specie da ottobre in poi, saremo noi di Testbusters.

  • Numero chiuso → a novembre/dicembre arriva il test di selezione nazionale, passerà circa un terzo degli studenti, 93 quesiti quesiti uguali e in contemporanea per tutti.

La conseguenza è che la pressione psicologica non diminuisce.

Anzi: dopo aver seguito le lezioni e iniziato un percorso, migliaia di studenti saranno esclusi o dirottati su altre facoltà. Facoltà che verosimilmente non continueranno, così come in passato molti abbandonavano biologia, biotech, farmacia e altre perché, in realtà, erano in attesa di entrare a medicina.

Le materie non cambiano per decreto: biologia, chimica e fisica restano al centro

Molti titoli parlano di un “nuovo esame”. In realtà, se si guarda al Syllabus ministeriale, ci si accorge che le materie sono sempre le stesse:

  • Biologia
  • Chimica e propedeutica biochimica
  • Fisica

Il programma di queste materie è sovrapponibile per la maggior parte (circa 70%) a quello degli anni passati: che le domande siano a scelta multipla o a completamento, la preparazione scientifica resta quasi identica.

I quiz rimangono

Il nuovo sistema viene presentato come una “liberazione dal test”. Ma:

  • i candidati affronteranno una prova nazionale e simultanea; puoi anche non chiamarlo test ma ci assomiglia molto
  • i quesiti passano da 60 a 93, con una parte ancora a scelta multipla e una parte a completamento (in molti casi persino più semplice, a nostro modesto parere) per un totale di 135 minuti invece che 100 degli anni passati;
  • la selezione resta e sarà, ancora una volta, su pressoché le stesse materie scientifiche del passato.

Prima erano:

  • Biologia
  • Chimica
  • Fisica & Matematica
  • Logica

Ora sono:

  • Biologia
  • Chimica e propedeutica biochimica
  • Fisica

Abbiamo perso matematica e logica, che effettivamente erano meno caratterizzanti e comunque minoritarie, ora abbiamo un test solo di materie scientifiche con argomenti e domande che saranno più approfondite e di livello più universitario e meno liceale.

Dov’è la rivoluzione?

Le ossidoriduzioni e il ciclo di Krebs sono rimasti immutati, all’ultimo controllo.

L’esperienza francese: una lezione da non dimenticare

Non è la prima volta che un Paese sposta la selezione all’università.

La Francia ha adottato un sistema simile da molti anni:

  • tutti iscritti al primo anno (intero! non due mesi)
  • sia dopo 6 mesi che al termine dell’anno, una selezione durissima;
  • risultati: aule sovraffollate (là dove ancora si fa lezione in presenza), studenti sotto pressione, migliaia di esclusi;
  • costi per lo stato altissimi: ogni università ha il suo “test standardizzato e il suo anno intero di lezioni, non un semestre che diventa, in realtà, di due mesi e che, in alcuni casi, diventa uno solo;
  • nota tra le altre: le scuole private più numerose e floride che in Italia. Perché? Perché i programmi sono più approfonditi, le lezioni universitarie e gli esami veri (non test nazionali) richiedono… più preparazione! E anche qui in Italia sta succedendo e succederà la stessa cosa.

Alla fine il modello francese è continuamente aspramente criticato e rivisto da anni.

Ripetere lo stesso schema in Italia rischia di portare agli stessi problemi e non sono pochi, basta leggere qualche articolo d’oltralpe.

Qua viene bocciata come “complessa e mal concepita” dalla corte dei conti francese, da abolire al più presto a favore di un sistema unico di accesso.

Ricorda qualcosa?

Già la corte dei conti perché ricordiamo una cosa: questo sistema costa molto più del precedente, come abbiamo cercato di far presente per tutto l’anno scorso, anche a Roma, rimanendo inascoltati.

Perché accusare i corsi di preparazione?

La risposte brevi sono:

  • Perché non contiamo nulla quindi siamo il capro espiatorio perfetto.
  • Perché l’Italia ha una pessima relazione con i test standardizzati a livello scolastico accademico e i pochi che ci sono e contano qualcosa sono quelli di ammissione all’università, specie nelle facoltà medico-scientifiche.

La risposta lunga:

  • Negli ultimi giorni alcuni articoli hanno definito i corsi di preparazione come “ingannevoli”. Ma fermiamoci un attimo: cosa fa davvero un corso di preparazione come quelli di Testbusters?
  • non promettiamo a nessuno la certezza di passare;
  • offriamo strumenti e un metodo di studio collaudato in quasi quindici anni, che ottimizza tempo ed energie per affrontare quiz, che rimangono, anche quest’anno. Sia a scelta multipla sia a completamento.
  • creiamo simulazioni fedeli al Syllabus ministeriale, seguendo il decreto attuativo del 4 giugno, le materie scientifiche non possono essere cambiate per decreto (spiace);
  • colmiamo le lacune lasciate dalla scuola superiore, che spesso non garantisce una preparazione uniforme a tutti gli studenti. Tantomeno una preparazione mirata ad affrontare un test.

In tutto ciò non abbiamo ancora capito cosa facciamo di così diverso rispetto alle scuole di lingua e alle scuole di preparazione di esami universitari.

In oltre dieci anni, più di 20.000 studenti, con il nostro supporto, sono stati ammessi e hanno superato un test, che rimarrà anche questo anno.

Dov’è l’inganno?

Certo, su una cosa siamo d’accordo, sulla segnalazione all’Antitrust: non sempre gli slogan e le pratiche di marketing nel nostro settore sono state corrette, leali e non ingannevoli.

Siamo sicuri, però, che l’AgCom aiuterà ad individuare i player e gli slogan più scorretti.

Prepararsi privatamente è “democratico”?

Uno dei grandi paradossi è proprio questo: mentre si accusa la preparazione privata, si dimentica che essa nasce proprio per dare la libera scelta agli studenti di avere strumenti migliori per l’accesso, spesso necessari per colmare le differenze di preparazione delle scuole superiori. Infatti:

  • Non tutti gli studenti frequentano scuole superiori con lo stesso livello di insegnamento.
  • All’interno dello stesso indirizzo ci possono essere differenze enormi tra professori, programmi e metodi d’insegnamento (e apprendimento).
  • Le scuole di preparazione come noi mettono a disposizione anche decine di borse di studio per potersi preparare gratuitamente, o a basso costo, a seconda del merito e del reddito.

Testbusters (Società Benefit) nasce proprio da studenti di Medicina che hanno deciso di colmare queste disuguaglianze, creando un sistema peer-to-peer in cui chi ce l’ha fatta aiuta chi sta provando ad entrare.

Altri paradossi della riforma

Il nuovo sistema lascia aperte molte domande:

  • Perché i posti alle università private sono triplicati negli ultimi 2-3 anni?
  • Chi si avvantaggia così? Chi si può permettere una retta molto alta.
  • Che fine faranno tutti questi medici in più che si stanno facendo entrare demagogicamente?
  • Aumenteranno anche le borse di specializzazione? Quando? Stiamo già producendo più di 10mila medici in eccesso, oggi.
  • Se questa riforma è così necessaria “per superare i test”, perché solo Medicina e non le altre facoltà? Perchè non anche le Università private?
  • Perché non anche tutte le altre facoltà?
  • Perché si attacca una categoria minuscola, come la nostra, invece di rispondere alle domande e alla rabbia dei migliaia di studenti che hanno ormai mangiato la foglia?

Domande che restano senza risposta.

La nostra proposta concreta

L’abbiamo fatta, nel 2024 e la riportiamo ancora qua.

Perché non prendiamo esempio da Paesi che non pensano di abolire in continuazione il proprio sistema di accesso a medicina come i paesi anglosassoni?

Perché non anticipiamo i test d’ammissione più importanti all’inizio della quinta superiore?

Purtroppo sappiamo che le nostre proposte rimarranno - probabilmente - inascoltate, ma una cosa è certa: nonostante tutto anche quest’anno stiamo aiutando e aiuteremo - ancora - migliaia di studenti a diventare medici e a superare il loro primo grande ostacolo accademico.

Un grande grazie a chi, ancora una volta, ci ha dato e ci darà fiducia, siate certi che, nonostante tutto, rimarremo al vostro fianco.

Ci vediamo in aula ai nostri corsi.

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