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Semestre Filtro 2026: come prepararsi davvero
Test di Medicina

Semestre Filtro 2026: come prepararsi davvero

Il primo anno del Semestre Filtro ha fallito. Lo diciamo senza troppi giri di parole, ben conoscendo l'impegno che ci hanno messo sia i nostri corsisti che gli studenti pionieri di questo nuovo sistema. Sono Anna, studio al quinto anno di Medicina a Milano e questi sono i consigli che darei a chi vuole prepararsi per il prossimo Semestre Filtro 2026: Datti TEMPO: sicuramente tre mesi non bastano per studiare a livello universitario biologia, chimica e fisica. Gli argomenti sono tanti e il rischio di arrivare non sufficientemente preparati è altissimo, motivo per cui è importante giocare d'anticipo. Qui trovi la nostra offerta formativa, con corsi che ti accompagnano per periodi medio-lunghi. I nostri docenti sono studenti che hanno già superato il test, quindi conoscono molto bene le tue paure (ci sono passati anche loro) e sanno come aiutarti a superarle. Vogliamo essere sicuri che, qualunque sia la tua scuola di provenienza, tu non parta in svantaggio rispetto ai colleghi dello scientifico. Segui il metodo Testbusters: i nostri manuali comprendono tutti gli argomenti del Syllabus e sono pensati per farti fare prima teoria e poi, capitolo per capitolo, tanti esercizi. Uno strumento fondamentale per sviluppare le competenze necessarie a risolvere quiz. Simulazioni su simulazioni: il giorno dell'esame devi arrivare con zero... o meglio, meno ansia possibile! Fidati che dopo le prime ci prendi la mano. Per aiutarti, troverai in fondo all'articolo una simulazione gratuita: un piccolo regalo di buon auspicio!

16 febbraio 2026

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Pillole di Fisica: conservazione dell'energia
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Pillole di Fisica: conservazione dell'energia

«Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma»; potremmo partire proprio da questa famosa massima di Lavoisier per prendere dimestichezza con le energie. Per i fan delle espressioni matematiche possiamo scrivere la legge di Lavoisier così: Etot = Ui + Ki  = Uf + Kf. Intendiamo con ”U” l’energia potenziale (solitamente quella gravitazionale) mentre mentre con “K” intendiamo l’energia cinetica; tale espressione ci dice che la somma in un qualsiasi punto e in un qualsiasi istante di queste due energie darà sempre una stessa quantità definita E o Energia meccanica.   Prendiamo come esempio questa ragazza che molla una palla da una certa altezza. Nella situazione di partenza la palla è ferma e non ha energia cinetica (Quindi K = 0) ma ha molta energia potenziale (la palla è infatti molto in alto). Ora analizziamo invece la situazione opposta: la bambina ha lasciato cadere la palla che ora sta per toccare terra. In questo caso l’energia potenziale è nulla (Quindi U = 0, poiché la palla è all’altezza del suolo) mentre nel cadere ha acquisito molta velocità e ha dunque energia cinetica. I due appena analizzati sono i casi estremi, ma se prendessimo un punto qualunque durante la caduta, la legge sarebbe comunque applicabile. Troveremmo una certa quantità di energia potenziale e una certa quantità di energia cinetica (ovviamente a seconda di quanto in alto e quanto veloce è la palla) la cui somma darebbe sempre E.  Ma vediamo ora più da vicino i protagonisti di questa equazione.  

16 ottobre 2025

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